locandina museo universitario 3 marzo 2020

La mostra di Claudio Bonichi al Museo universitario prorogata sino al 29 marzo

Martedì 3 la presentazione ufficiale del catalogo

L’esposizione è la 5a della serie di successo “I cicli dell’Arte” ideata dal mecenate Paglione

Continuerà ancora per un mese la mostra “Bellezza e poesia nell’opera di Claudio Bonichi” in corso dal 21 dicembre scorso presso il Museo universitario di Chieti. L’interesse per l’esposizione e il gran numero di visitatori e di prenotazioni, in particolare di scolaresche, ha indotto la direzione del Museo ad andare oltre la conclusione, inizialmente prevista a fine febbraio: la mostra si protrarrà fino al 29 marzo prossimo.

La proroga sarà formalmente sancita con la presentazione ufficiale del catalogo, prevista martedì 3 marzo alle 18. Una serata dedicata all’arte nel senso più ampio del termine. Le due studiose che hanno impreziosito il catalogo con i loro interventi critici, la prof.sa Raffaella Morselli, docente ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università di Teramo e la dott.sa Cecilia Paolini, storica dell’arte dell’Università “La Sapienza” di Roma, parleranno di Bonichi e dell’esposizione in corso mentre la pianista di Music Art International Academy Maria Tsulimova allieterà i presenti con una selezione di musiche di Chopin. Il direttore del Museo universitario prof. Luigi Capasso e il presidente della Fondazione Immagine Dr. Luciano Di Tizio porteranno i saluti delle rispettive istituzioni che, insieme, hanno organizzato la mostra.

L’esposizione è la quinta de “I Cicli dell’Arte”, che propone dei cammei della preziosa e importante collezione che il mecenate Alfredo Paglione ha voluto donare al Museo e per esso alla città di Chieti, dove ha vissuto gli anni della giovinezza e dove si è formato per poi avviare una favolosa carriera come gallerista e mercante d’arte. È stato lo stesso mecenate a “inventare” questa mostra a puntate che, come una fiction di successo, propone via via importanti squarci della Collezione Paglione oggi perennemente affidata, per la sua valorizzazione e conservazione nel tempo, al Museo universitario.

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